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Corte dei Conti. Celebrazioni di matrimoni fuori della sede comunale e trattamento accessorio

Con deliberazione n. 16/2025/PAR, la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Puglia ha precisato che la «celebrazione dei matrimoni in luoghi e/o in orari non ordinari di servizio», previa apposita regolamentazione da parte dell’ente, può essere a suo avviso ricondotta alla fattispecie di cui all’art. 43, commi 4, della L. n. 449/1997: difatti, non essendo l’ente obbligato a celebrare i matrimoni civili (e la costituzione di unioni civili) in luoghi differenti dalla casa comunale e/o in orari diversi da quelli di lavoro dei dipendenti, l’eventuale celebrazione in luoghi e/o in orari non ordinari di servizio può essere qualificata come prestazione, non rientrante tra i servizi pubblici essenziali o non espletata a garanzia di diritti fondamentali, a fronte della quale l’ente può richiedere un contributo da parte dell’utente.

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